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15° INCONTRO PER LA LIBERAZIONE ANIMALE E DELLA TERRA
5-6-7 Luglio 2019
Al Parco Tematico Capo di Ponte, località Prada – Capo di Ponte (BS)

15° INCONTRO  PER LA LIBERAZIONE ANIMALE E DELLA  TERRA
15° INCONTRO
PER LA LIBERAZIONE ANIMALE E DELLA

VENERDÌ 5

19.00 cena
20.30
SOLIDARIETÀ E LOTTA
La maggior forza di ogni movimento di resistenza prima e durante la repressione è la
solidarietà. Da non confondere questa per un ripiegamento, ma al contrario come un reale
impulso e una volontà di continuare dove la lotta è stata momentaneamente recisa dall’attacco
della controparte, ma anche dalla diffusa perdita di senso di questi tempi virtuali. Solidarietà
quindi come dimensione e tensione non per affrontare emergenze ma per capire e interagire nel
presente.

SABATO 6

8.00 colazione
9.00 – 12.00
POLITICHE DELLA NATURA
La natura è sotto attacco, non solo materialmente (estinzioni, crisi ecologiche, mercificazione
del vivente), ma anche simbolicamente per via di una serrata decostruzione del concetto di
natura.
Il problema è che, troppo spesso, in modo più o meno palese, lo scopo di tali critiche non è
tanto quello di voler liberare la natura dal suo essere oggetto, cioè decolonizzarla, quanto quello
di voler liberare l’umanità dalla natura stessa, dal suo ingombrante corpo materiale. In questo
modo, l’oggettivazione non è superata ma rimarcata: dal dominio della natura si passa a un
nuovo dominio, più difficile da vedere poiché dichiaratamente “senza natura”.
La nostra tesi è che solo andando oltre la falsa opposizione tra oggettivismo moderno e
negazionismo post-moderno sia possibile pensare una liberazione della natura.
12.30 pranzo
14.00 – 16.30

LA DERIVA DEL PENSIERO
Ultimamente i discorsi teorici si stanno richiudendo sempre più in sé stessi, diventando così
ideologici da rasentare l’assurdo. Il pensiero si stringe su sé stesso fino ad ignorare
completamente fattori esterni, rendendosi in questo modo astratto e senza legami con la realtà
effettiva.
In questo dibattito si parlerà di alcuni pensieri che pur nascendo a volte con le migliori intenzioni
finiscono per degenerare fino a scontrarsi con ragionamenti che perdono di vista l’essenza di
alcune pratiche per la liberazione animale. Nel caso specifico la deriva del pensiero riguardante
la resistenza animale e l’intervento sul selvatico.
16.30 – 18.30
I PARADOSSI DELL’ANTISPECISMO, DELLE POLITICHE DELL’IDENTITÀ E DELLE
RECIPROCHE RADICALITÀ
L’antispecismo radicale per la liberazione animale che si oppone al sistema di smembramento
dei corpi animali, anche se supera un piano meramente etico e non fa proprie le rivendicazioni
per il “benessere animale” e per un consumo alternativo vegan, non può bastare per una
comprensione della complessità della realtà attorno a noi e della posta in gioco.
Il soggetto si frammenta in una miriade di identità contrapposte. La dimensione personale ha
fagocitato il piano politico: è più facile avere uno sguardo che si chiude all’interno, che identifica
il problema dentro se stesse/i, invece che allargare il proprio sguardo al di fuori con una lotta
contro questo esistente. Assistiamo a una spasmodica ricerca ideologica dei propri e altrui
privilegi, una continua scansione vittimistica di “identità oppresse” che in realtà ben si sposa con
l’ideologia liberale e del politicamente corretto. L’intersezionalità dimentica da dove vengono
generati i “sistemi di repressione” con la conseguente divisione tra oppressi e oppressori
all’interno dei movimenti invece che combattere questo sistema che ci rende tutte e tutti schiavi.
18.30 – 19.30
TORNARE A RIPRENDERSI IL CIELO
L’azione diretta non è solo una pratica che viola la legge, è innanzitutto un sentire, una tensione
che permea le lotte nel profondo che non dovremmo mai scindere dal nostro percorso e dalla
nostra quotidianità. Le azioni continuano e continueranno finché ci sarà un respiro che taglierà
la fredda aria della notte, finché qualcuno correrà sotto le stelle, finché ci sarà un palpito nei
cuori e individui pronti a rischiare la loro libertà e la loro vita…
19.30 cena
20.30
RIFLESSIONE SUI GILETS JAUNES
Società sconvolte dalla violenza economica del neoliberismo e sommovimenti popolari. Fra il
recupero populista reazionario e insorgenze di nuovo tipo, i Gilets Jaunes dimostrano che
un’evoluzione in termini classisti è possibile. Se la sinistra proletaria sa intervenire, dare
battaglia, fondersi con questi settori che, per la prima volta, entrano in lotta. E con masse in
movimento nuovi orizzonti si aprono, la necessità rivoluzionaria può di nuovo materializzarsi.
Come compiere i salti di qualità affinché questi movimenti si traducano in forze orientate sullo
scontro (di lunga durata) per rovesciare il sistema capitalista, e per la rivoluzione sociale.

DOMENICA 7

8.00 colazione
9.00 – 12.00
FRIDAY FOR FUTURE: SCIOPERARE PER IL CLIMA?
È nato un nuovo movimento ambientalista incentrato sul cambiamento climatico, ispirato da
Greta Thumberg, giovane attivista svedese. Il primo sciopero ha mobilitato milioni di giovani in

oltre centoventi paesi con un’unica parola d’ordine: salviamo il clima del pianeta.
Siamo di fronte a nuove sinergie e nuove possibilità che si incontrano? A un movimento
spontaneo generato dal basso? A una rinnovata sensibilità ecologista? O invece siamo di fronte
all’unica forma di opposizione che sarà concessa nel prossimo futuro? Quella meramente
simbolica,quella vuota di contenuti, senza l’identificazione di responsabili se non noi stessi
pensando che il cambiamento sociale possa arrivare da scelte quotidiane individuali e da
un’impossibile ecosostenibilità all’interno di questo sistema ecocida? Una protesta che si
genera da una reazione emotiva che non mette realmente in discussione le reali cause che
hanno portato all’attuale degradazione del pianeta.
12.30 pranzo

  • CAMPEGGIO LIBERO, PORTA LA TENDA
  • CIBO SENZA SFRUTTAMENTO ANIMALE E SENZA VELENI A SOTTOSCRIZIONE
  • SONO PRESENTI I BAGNI E UNA STRUTTURA AL COPERTO IN CASO DI PIOGGIA
  • DISTRIBUZIONI DI MATERIALE INFORMATIVO: PORTA LIBRI, GIORNALI, TESTI CHE VUOI
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  • MOSTRE

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